Come accennato, a differenza di tutte le altre risorse, quanto offerto dal web ci consente di tracciare il nostro messaggio, e sapere così chi, quanti e per quanto tempo lo hanno visto ed apprezzato, cosa li ha colpiti di più e quindi adottare le necessarie contromisure se non piace, affinare la comunicazione, allargare o restringere i filtri relativi ai destinatari, aggiungere o cambiare immagini e video e tanto altro. Ad esempio in un sito web possiamo valutare quale pagina è stata più vista, da chi e per quanto tempo, e questo ci darà un attendibile informazione sui nostri plus, al contrario come e dove migliorarsi in una campagna o singola inserzione che non ha dato molti frutti presentando un test comparativo con delle differenze ad un pubblico simile per vedere cosa è maggiormente apprezzato e cosa meno.
Le informazioni di cui possiamo disporre in tempo reale, ci permettono quindi di poter valutare subito l’efficacia di un messaggio o contenuto che abbiamo creato o sponsorizzato, permettendoci rettifiche continue in modo da renderlo sempre più efficace. Cosa non possibile anche con il più oneroso dei sistemi di marketing tradizionali (come la tv ad esempio, la cartellonistica o la pubblicazione su quotidiani o riviste specializzate), dato che non sapremo mai chi avrà letto o visto il messaggio, per quanto si sarà soffermato su di esso e di conseguenza qual’è stata effettivamente la sua percezione sensoriale ed infine cosa rimarrà poi registrato nella sua mente.
Un messaggio promozionale può anche non necessariamente reclamizzare qualcosa che vogliamo vendere (almeno nell’immediato), dato che l’obbiettivo rimane sempre quello di fare lead generation, cioè di fare qualunque attività che permetta di farsi conoscere ed apprezzare o come cita Wikipedia di eseguire quelle azioni “di marketing che consent(ono) di generare una lista di possibili clienti interessati ai prodotti o servizi offerti da un’azienda”. Costituisce un validissimo strumento se usato come veicolo di trasmissione e di conoscenza, se colpisce chi lo legge e se rimane impresso nella memoria dell’interlocutore, soprattutto quando ciò permette di aumentare l’autorevolezza in materia (e la serietà) che l’utente percepisce nei confronti del brand o dell’impresa. Viceversa un bombardamento massiccio di informazioni caotiche o una pubblicità martellante spesso ottiene effetto contrario. Io mi domando da tempo con quali obbiettivi alcuni evidentemente scarsi manager, continuano attualmente ad usare una forma di marketing superato legato alle chiamate telefoniche ed ai call-center per la telepromozione di prodotti e servizi? Forse fino a qualche decennio fa potevano anche costituire tecniche che davano un qualche risultato, ma oggi che siamo letteralmente bombardati da decine di chiamate a settimana per proporci servizi o
prodotti di vario genere, dubito che qualcuno, ormai infastidito in modo estremo, possa dare seguito a tali insistenti tentativi di vendita. Di conseguenza, per quanto poco paghino chi fa le chiamate, ho seri dubbi che queste attività possano portare non ad un guadagno ma anche solo a coprire le spese.
Il messaggio potrà essere spiritoso, o anche non volendo suscitare ilarità, ironico, intelligente e sagace, ma mai banale. Quello che affossa il marketing è proprio un messaggio piatto, che se non emoziona e se non colpisce, di conseguenza nessuno lo ricorderà, quindi sono soldi buttati, se non addirittura correre il rischio di farsi una pubblicità negativa.
Lukesk 2020
