Fabbisogno finanziario e cioè: “quanto ci serve per far fronte alle necessità” sia a titolo personale che in relazione alla nostra azienda? Abbiamo una reale consapevolezza di quale sia il fabbisogno economico di cui necessitiamo mese per mese? Detta così parrebbe una domanda stupida a cui seguirebbe una risposta scontata ma credetemi, non lo è affatto. Anche perché ad essere più precisi, ci sono varie soglie di necessità e punti di vista molti diversi al riguardo. Non dimenticherò mai ad esempio tanti anni fa quando collaboravo nella gestione di alcune aziende che avevano costruito palazzine nei tempi del boom economico ed ora da anni, le gestivano. Tra i tanti inquilini, mi ricordo un tipo che visto da fuori ostentava ricchezza e tenore di vita elevato, girava sempre ben vestito, con auto sportiva di lusso (mi pare una Ferrari) quindi pareva proprio per chi non lo conosceva che superficialmente un signore. Ma non era affatto così. L’affitto non lo pagava da mesi, l’auto credo fosse a rata e non pagava neanche quelle, aveva tutto pignorato e quelle rare volte che si è riusciti ad entrare per far fronte a manutenzioni lo squallore e la desolazione in casa erano totali: sedie di plastica da giardino spaiate, cassette della frutta come armadi e ripostigli, insomma un’abitazione da fuori da ricchi ma una volta vista la realtà da dentro, neanche gli immigrati clandestini.
Ecco questo signore che all’apparenza frequentava giri di vip, spendeva quei pochi soldi che aveva per ostentare ricchezza (non so neanche se lavorasse e cosa facesse per sopravvivere) mentre poi sotto il vestito fasullo, faceva una vita grama, di stenti. L’importante però per lui era far vedere che stava bene. Ora se parliamo di necessità di sopravvivenza appare chiaro che gli obiettivi e le esigenze di questo soggetto, come di tanti altri d’altronde, sono ben diversi da quelli che la gente comune potrebbe adottare come metro di valutazione. Quindi la questione è molto personale. Però rimanendo su uno standard medio di esigenze, per soglia di sopravvivenza intendiamo quantomeno la copertura delle prime necessità, la soddisfazione dei bisogni primari. Evitando di divagare, perché in questa sede il nostro obiettivo è diverso, L’istat stabilisce una sorta di indice per calcolare il reddito minimo, quindi per individuare la soglia di povertà. Come accennato non è l’argomento che ci interessa estrapolare ma è utile avere dei punti di riferimento che individuino dei confini, anche se poi entro questi confini ogni persona si organizza e si gestisce differentemente e ritengo che chi sia in grado di gestirsi in modo oculato, riesca a sopravvivere decentemente anche con cifre inferiori, fermi restando ovviamente gli impegni precedenti e ovviamente, gli imprevisti.
Parlando di fabbisogno personale avremo una disponibilità finanziaria immediata data dal denaro che abbiamo in tasca o sul conto corrente bancario, ed è ovviamente sotto gli occhi di (quasi) tutti che, oltre alle scadenze ordinarie, dovremmo tener conto che potrebbero arrivare bollette extra da pagare (ad esempio i conguagli), multe impreviste, spese straordinarie. Ma diciamo che qui una gestione responsabile da “buon padre di famiglia” è sufficiente salvo ovviamente quei gravi imprevisti che tuttavia possono cadere come mazzate sulla testa di chiunque. E per essere un buon padre di famiglia sarebbe opportuno evitare i “colpi di testa”, le spese dettate solo dalla frenesia del momento di comprare facendosi giusto i conti superficiali del tipo “ho questi soldi in tasca e quindi questa cosa che mi piace posso permettermela”! No, sarebbe una mera ed ottusa giustificazione per se stessi e giusto per mettere a tacere la propria coscienza soprattutto in relazione con le proprie responsabilità, che in questo caso verrebbero sacrificate per un interesse egoistico che in realtà non è né giustificabile né responsabile. Ma ognuno è libero di scegliere quello che crede più opportuno. Per se. Quando invece una scelta egoistica coinvolge anche altre persone, magari dei familiari che fanno affidamento al nostro buon senso, la questione valica il confine dell’irresponsabilità.
Lukesk 2020
