Cosa fare prima di aprire una nuova azienda
Dico senz’altro una cosa risaputa sul business plan: l’apertura di una nuova attività comporta la necessità di farsi conoscere, presentarsi sul mercato ed ovviamente reperire anche i dovuti fondi.
Ovvio no? Mica tanto, visto che non tutti siamo in grado, tra l’altro, non solo di stimare quanto ma anche poi di autofinanziarci. E se si inizia una avventura ex-novo, che sia l’acquisto di casa o una impresa fresca fresca, i casi sono due: o abbiamo disponibilità finanziarie adeguate a coprire tutti o parte almeno dei costi d’impianto, o dobbiamo farceli dare da qualcuno. In questo secondo caso possiamo cercare dei nuovi soci, dei finanziatori nei canali tradizionali ed i quelli recenti online (vedi il crowdfunding ad esempio). Ma per far questo, a meno che non sia un parente o un amico a mettere mano al portafoglio, dovremo farci conoscere, dovremo far sì che l’investitore riconosca la bontà dei progetti e la solidità aziendale per ridurre i rischi di perdere poi i capitali. E qual è il modo migliore e più corretto per presentarci? Un bel documento di presentazione mirato allo studio di fattibilità aziendale che esponga un ritratto analitico non solo dell’impresa e del suo micro-cosmo interno, ma anche dell’universo in cui orbita, contenendo quante più informazioni possibili possano essere utili per farla apprezzarla nel dettaglio a chi non la conoscesse.
Questa analisi prende comunemente il nome di BUSINESS PLAN e se ben fatto, rappresenta un ottimo strumento, talvolta indispensabile per accedere ai flussi di finanziamento, che deve essere costantemente aggiornato anche in occasione di cambio programmi o innovazioni strategie aziendali. Se statico o obsoleto altrimenti, non creerà interesse, avrà ben poco valore e vita breve. Dato che rappresenta il biglietto da visita analitico dell’azienda in campo economico e finanziario come tale deve risultare non solo accattivante ai possibili interessati, ma anche sempre attuale in modo da risultare utile ed avvincente per i finanziatori, gli investitori o i canali di credito a cui ci andremo a rivolgere. Quindi va costantemente adeguato in base ai cambiamenti ed alle esigenze future avendo l’accortezza di mantenerlo al passo con gli sviluppi dell’attività. Nessuno si basa su informazioni superate per investire delle risorse.
Ma siamo in grado di valutare a fondo e mettere adeguatamente su carta le strategie della nostra impresa? E non parlo solo del progetto o dell’idea iniziali ma anche degli sviluppi perlomeno a breve e medio termine che permetteranno alla nostra società di crescere oppure no, di avere successo o di risultare disastrosi. Siamo in grado di “vedere” il nostro embrione aziendale proiettato in un mercato altamente competitivo (salvi rarissimi casi) e di pensare come strutturarlo adeguatamente affinché non solo decolli correttamente ed in tempi ragionevoli ma che poi si affermi permettendoci di guadagnare? Non è affatto facile, credetemi. Le variabili sono tantissime e così gli impegni a cui dover far fronte con imprevisti e valutazioni sbagliate sempre in agguato. Con ciò non voglio scoraggiare nessuno: tutt’altro! Tale monito è per spronare a tener sempre presente che pure l’insieme di una corretta informazione e valutazione può dare risultati anche molto diversi da quanto previsto, figuriamoci una stima fatta in modo approssimato o superficiale! Quindi cerchiamo di prevedere tutto quello che ci servirà, piuttosto sottostimando i benefici ed ingigantendo i possibili rischi. Teniamoci bassi con le previsioni di ricavo ed allunghiamo i tempi di realizzo, considerando costi anche improbabili con le peggiori ostilità del mercato e difficoltà di recepimento da parte del pubblico: ovviamente se tutto questo è molto incerto o di difficile previsione. Non avrebbe senso in casi contrari: ricordiamoci sempre che conteggi e proiezioni precise daranno maggiori probabilità di essere poi più aderenti alla realtà.
Questi sono solo alcuni interrogativi cui chi si accinga ad aprire una nuova attività dovrebbe trovare risposte. E non è affatto né facile né scontato non solo trovare le risposte, ma spesso anche porsi tali questioni. Quindi cerchiamo di perdere un po’ di tempo, fintantoché lo abbiamo, ma di raccogliere più dati possibili. Andando per gradi, uno degli ostacoli che emergono subito, non solo per poter cominciare ma poi anche per approcciarsi alla continuità aziendale, è costituito dal mettere insieme i “liquidi” iniziali che permetteranno di fare i primi investimenti ed avere le risorse così da consentire all’azienda di sopravvivere dall’apertura ai primissimi periodi di attività finché non diverrà autosufficiente. Momenti in cui solitamente, salvo rari casi, i costi saranno più alti dei ricavi e quindi fintantoché non si sarà in grado di poter contare in modo continuativo sulle proprie entrate ci sarà bisogno di una adeguata riserva di ossigeno per far fronte alle spese. Ciò può risultare utile però anche successivamente, in seguito a modifiche dei piani, a nuovi investimenti e progetti per cui saranno necessarie ulteriori risorse.
Una volta messa a fuoco l’idea iniziale, dovremo farci carico della valutazione della stessa sul mercato, dato che qualsiasi economia si basa sull’equilibrio tra domanda ed offerta e va quindi considerato non solo cosa offrire ma anche a chi, come proporlo ed a quanto. Quanto ci costerà produrre tale prodotto o dare quel servizio, sarà altrettanto importante della sua presentazione, il modo e la forma con cui vogliamo far conoscere al pubblico l’azienda ed il suo prodotto. Quindi vanno attentamente valutati non solo i vari aspetti economici del progetto ma anche quelli di marketing e strutturali. Diciamo pure che il nostro compito sarà dare forma ad una to-do-list chiamiamola pure una “lista della spesa”, che preveda, almeno per i primi cinque anni di vita dell’impresa quanto necessario per sostenere l’attività stessa mettendoci dentro tutto: da chi siamo a cosa facciamo, dove vogliamo andare, perché e come lo faremo. Il tutto condito, se possibile con i tempi di applicazione dei progetti e gli step necessari allo sviluppo della o delle idee.
Lukesk 2021
