Capacità produttiva dell’azienda

SAPPIAMO STABILIRE QUANTO PUO’ PRODURRE LA NOSTRA AZIENDA?

Siamo cioè in grado di sapere in anticipo, programmare e pianificare il fabbisogno in base alla quantità di servizi e prodotti che riusciamo ad offrire in un determinato contesto e con un certo assetto logistico ed organizzativo? In caso affermativo avendo una quantificazione attendibile della capacità produttiva, sapendo su quanto (in linea di massima) contare, possiamo fare una più corretta pianificazione del budget in modo da essere in grado in via preventiva di precorrere i tempi, considerare possibili investimenti, supportare e gestire meglio i costi ed affrontare senza sorprese, i momenti di flessione del mercato.

Purtroppo la cosa non è affatto scontata, nè così semplice, visto che già per una percezione piuttosto attendibile è necessario avere tutto perfettamente sotto controllo con una conoscenza approfondita dei propri mezzi di produzione, nel caso di industrie, una contabilità precisa sia a livello industriale che di magazzino, ed una esatta percezione di costi e tempi se invece proponiamo servizi. Tutte cose che spesso non rientrano nelle capacità e nella mentalità del piccolo imprenditore e di chi non lavoro in base ad una organizzazione ed una precisa pianificazione delle attività da svolgere.

Infatti se la capacità produttiva massima e media di un macchinario può  essere calcolata anche in relazione alle condizioni di lavoro, all’addestramento ed alla competenza degli addetti, in relazione alla potenzialità recepibile dai suoi dati tecnici, poi quella reale  dipenderà da molti altri fattori legati anche all’andamento del mercato e quindi a quanto magazzino vogliamo o dobbiamo tenere per quel prodotto, alle commesse che abbiamo. Ma questo è valido per un’industria. Mentre un negozio di artigiano o commerciante deve fare soprattutto i conti con la propria (e di eventuali collaboratori), capacità di vendere il prodotto o servizio che sia, i prezzi del mercato sia per l’acquisto che quelli medi di vendita, ed ovviamente dalla richiesta da parte della clientela, che rappresenta poi la variabile più complessa da prevedere. Oggi quanti clienti avrò? Difficile da dirsi ma non impossibile se ci si può basare su uno studio attento degli storici anche in legati a periodi, stagioni, cicli fisiologici del mercato, promozioni.

Questo che ci permetterà di avere il polso della situazione su quanto può rendere la nostra attività e quindi sui fabbisogni aziendali. Ciò ha grande influenza sull’avere o meno successo, sul guadagnarci o rimetterci: nessuno può definirsi “un bravo imprenditore” se dirige la sua impresa navigando a vista o senza la minima preparazione economica e finanziaria riguardo la consapevolezza, almeno a breve e medio termine, del fabbisogno aziendale.

Il sapere cosa aspettarsi ed il prepararsi, è uno dei pilastri gestionali che può fare la differenza tra la continuità aziendale o il suo declino.

Vediamo intanto in questo     <VIDEO>    alcune considerazioni panoramiche sull’argomento: per chi volesse approfondire è possibile per poi entrare maggiormente in dettaglio con corsi ed incontri specifici sul tema.

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